Sono strettamente erbivori (MOHLIS, 1983). Sono animali che abitano un terreno arido, secco e ricco di vegetali molto fibrosi.
Per mangiare, si siedono e sostengono il cibo con gli arti anteriori. La dieta consiste in qualsiasi tipo di vegetazione disponibile (NOWAK & PARADISO, 1983).

I cincillà cileni selvatici si nutrono di 24 specie di piante, principalmente. Ci sono cambiamenti nella dieta sia col variare delle stagioni (Serra, 1979) che durante l’anno.

Consumano piante succulente durante l’estate. La pianta di elezione è Nasella chilensis (Pizarro, 1988) che si ritrova anche nelle feci raccolte nell’ambiente selvatico (Corte´s et al. 2002).
La Stipa plumosa è la seconda scelta in ordine di preferenza del C. lanigera nella stessa stagione. I cincillà cileni scelgono piante con più fibre e meno contenuto di lignina (Pizarro, 1988). Apparentemente sembra che non bevano acqua in natura.

La flora batterica è abbondante negli individui selvatici, la maggior parte delle specie ritrovate nell’apparato digerente (53 individui), respiratorio (18 individui) e genitale maschile (33 individui) sono identiche a quelle delle popolazioni domestiche (Miller e Finegold, 1967). Il più comune è Listeria grayi, un batterio non patogeno (Mathieu, 1980).

Una buona indicazione dello stato di salute dell’animale è dato dalle sue feci (Kluhner, 1987). Le feci di cincillà sono lunghe circa 1 cm e i cincilà selvatici ne producono circa 223 al giorno (Jime´nez 1990a); un cincillà domestico ne produce invece una media di 209 (n 5 8—G. Lara, in lett). I cincillà cileni praticano la coprofagia o riassunzione di materiale fecale; questo aiuta il mantenimento dei microrganismi nel sistema digerente (Vinas, 1997)

E’ stato studiato il consumo di 12 specie vegetali native dell’habitat del cincillà, in due periodi dell’anno. Con 40 osservazioni di consumo per specie vegetale è stato osservato che Chinchilla lanigera preferisce Nassella chilensis e ne consuma da 41.19 a 40.39 mg di materia secca/g di peso vivo in autunno e primavera rispettivamente, seguito da Stipa plumosa e Cordia decandra.

A. Bennetti ha dimostrato una alta preferenza per Flourensia thurifera in entrambe le stagioni e una massima variazione stagionale di consumo di Bridgesia incisaefolia. O. Degus ha presentato significativa preferenza por S. plumosa, C. decandra in autunno e di Lobelia poliphyla e C. decandra in primavera. (Duran & Pizarro, 1986).

Non ci sono osservazioni originali circa l’alimentazione in Bolivia. (Anderson, 1997).

Nome scientifico Nome comune locale Parti consumate Stagioni in cui vengono consumate:

1- primavera, 2- estate, 3- autunno, 4-inverno


Bridgesia incisaefolia
Rumpiato Semi 4
Calandrinia grandiflora Renilla Foglie 2, 3
Cordia decandra Carbonillo Semi 1, 3, 4
Ephedra andina Pingo pingo Steli 1, 2, 3, 4
Flourensia thurifera Maravilla del Campo
or Incienso
Foglie 3, 4
Gutierrezia paniculata Pichanilla Foglie 1, 3, 4
Leucocoryne purpurea Cebellín Foglie e radici 1, 2
Nassella chilensis Coironcillo Steli, foglie e semi 1, 2, 3, 4
Notholaena mollis Doradilla Foglie 3, 4
Opuntia spp. Gratitos Radici 1, 4
Proustia baccharoides Olivillo del norte Steli e foglie 1, 4
Puya berteroniana Puya Foglie 1, 2, 3, 4
Trichocereus chiloensis Quisco Radici 1

Trichocereus coquimbensis
Quiscaruo
or Copao
Frutti