*Si ringrazia Maria Eugenia Martin D. per l’articolo originale in Lingua Spagnola*
La attività e il temperamento dei cincillà li rendono molto suscettibili a ferite molteplici con diversi livelli di complicazione, ad ogni modo la attenzione veterinaria a queste ferite è primordiale, poiché da piccole che sono possono peggiorare notevolmente.
Le fratture sono ferite molto tipiche dei cincillà sia in gabbia che in libera uscita per la casa. Questo avviene in quanto hanno poca percezione dell’altezza per cui fanno salti eccezionali ma senza analizzare il pericolo a cui si espongono.
Essendo roditori, inoltre, hanno una curiosità naturale che li mette in pericolo abbastanza facilmente. Si deve immediatamente ricorrere al veterinario affinché faccia una RX per una diagnosi sicura e che procederà al trattamento più adeguato.
Generalmente la prima cosa che si fa è mettere un collare elisabettiano per prevenire che il cincillà si morda la ferita e si ricorre tempestivamente al Veterinario. La ferita puo’ infatti degenerare in una setticemia, necrosi, amputazione, ecc. il tutto causando un enorme dolore all’animale. Il veterinario darà antibiotici, anti-infiammatori, una dose extra di Calcio e analgesici per risanare la ferita e ricollocare l’osso.
In 10 settimane l’osso dovrebbe essere completamente rigenerato e se dopo 4 settimane di immobilità dell’arto, l’osso non ha ancora formato il callo osseo, il Veterinario deve procedere con l’amputazione. Il cincillà in ogni caso manifesterà inappetenza, soprattutto se la frattura è agli arti anteriori che sono quelli che usa per alimentarsi e per questo sarà necessario aiutare l’animale a mangiare.
La coda puo’ facilmente fratturarsi, sicuramente se si cerca di afferrare l’animale da lì. Un animale senza coda avrà molti problemi di equilibrio ed enormi difficoltà al momento del salto.
In caso di frattura si raccomanda un aumento di somministrazione di erba medica poiché la sua ricchezza di Calcio aiuta la calcificazione dell’osso.




