*Si ringrazia Maria Eugenia Martin D. per l’articolo originale in Lingua Spagnola*
Uno dei problemi più comuni nei cincillà è la presenza di quelli che volgarmente sono detti “funghi”. Il fungo che generalmente attacca i cincillà è un tipo di tigna ed è contagioso per l’uomo e altri animali domestici.
Il fungo cresce nella pelle dell’animale irritando prima la parte esterna e dopo si approfonda causando irritazioni maggiori come dermatiti associate a processi fungini. Cio’ fa sì che la pelliccia cada formando quelle che sono conosciute come calvizie ed è assolutamente necessario che il trattamento sia tempestivo (anche se purtroppo è prolungato) e la igiene sia massima. Queste alopecie possono essere in tutte le parti del corpo.
Da cosa sono causati i funghi? Crescono in zone ombreggiate e umide o per lo sporco accumulato o aria che non circola. Per prevenirli è importante non portare animali infetti a casa e rispettare la quarantena. Ventilare le aree dove vive il cincillà e dove si conservano pellet e fieno. Il fungo si trasporta con l’aria e le sue spore si diffondono nell’aria o si trasportano sulla pelle di altri animali, le mani del proprietario, fieno non ben essiccato, sabbia umida, ecc.
Non si tratta di un problema ad esito fatale, a meno che non persista per molto tempo senza alcun trattamento. Una volta che il cincillà manifesta la presenza di funghi è necessario portarlo dal Veterinario affinché venga fatta una coltivazione per determinare il tipo di fungo e per indirizzare il proprietario verso una terapia adeguata. Di solito si realizza un trattamento a base di ketoconazolo poiché altri trattamenti possono risultare troppo pesanti per il fegato del cincillà. Per maneggiare un cincillà con i funghi è necessario l’uso di guanti e severe norme di igiene.




