*Si ringrazia Maria Eugenia Martin D. per l’articolo originale in Lingua Spagnola*
Uno dei problemi più comuni nei cincillà è la presenza di quelli che volgarmente sono detti “funghi”. Il fungo che generalmente attacca i cincillà è un tipo di tigna ed è contagioso per l’uomo e altri animali domestici.
Attualmente esistono vari miti riferiti ai cincillà a causa del loro destino nell’industria delle pelliccie. Il recente e crescente interesse come animali di affezione ha stimolato i Veterinari a cercare una soluzione al problema, sebbene la polemica con il settore conservatore sia ancora aperta.

Il Fur Chewing è una condizione in cui i cincillà imparano a masticare il proprio pelo o a strapparlo al compagno di gabbia. Questa condizione è legata molte volte alla tensione dell’animale, cambio di alloggio, rumore in eccesso, troppa umidità e odori che i cincillà percepiscono quando la gabbia è sporca.
Nel passato, gli allevatori di cincillà ritiravano dalla produzione gli animali che avevano mostrato segni di fur chewing e li abbattevano affinché nei loro discendenti non ci fossero disordini genetici che li portassero allo stesso problema. A questo punto, ci si domanda:
1.-esiste una sicurezza genetica per cui i figli dei fumatori o di quelli che si mangiano le unghie manifestino gli stessi comportamenti? Alcuni polemici potranno dire di sì ma la verità è che non esiste una componente genetica per la quale un adolescente inizi a fumare poiché lo fa per altre ragioni: il suo comportamento obbedisce ad un processo di apprendimento. Con rispetto alle unghie, non esiste nemmeno in questo caso una componente genetica ma è un comportamento proprio di persone nervose o con situazioni di stress e noia.
In realtà il fur chewing è proprio di un animale che ha acquisito cattive abitudini a causa di noia, eccesso di umidità, stress, gabbie piccole, odori che lo infastidiscono e alte temperature.
E’ stato osservato che i cincillà in natura mangiano il proprio pelo se la temperatura sale, nell’intento di abbassarla. A questo si somma che la dieta è povera di vitamine o acidi grassi insaturi per cui la pelle sarà più debilitata e questa mancanza innescherà la necessità di mangiare il pelo. Una dieta consistente solo in pellet puo’ causare noia per cui facilitare il furchewing.
Ecco come rieducare, quindi, un cincillà che si mangia il pelo:
- in caso il cincillà sia in gravidanza, i cuccioli, una volta nati, devono essere allontanati dalla madre e messi a contatto con una balia, così non apprenderanno la cattiva abitudine della madre naturale. Nel caso in cui sia il padre quello affetto, è sufficiente non far passare tempo ai cuccioli in sua compagnia. Questa tecnica ha mostrato il 100% di successo in cuccioli senza furchewing, dimostrando che la causa non è genetica. Negli adulti già sviluppati, invece, questa cattiva abitudine puo’ essere estremamente difficile da togliere.
- l’Allevatore EBONYDRAGON ha ottenuto una alta percentuale (65%) di successo usando lo spray Bitter Bite per prevenire il rosicchiamento dei mobili: in caso di furchew lo ha applicato nella zona soggetta a morsicature per un mese o più mentre era in atto un concomitante processo di riadattamento.
- si deve aumentare la normale frequenza di pulizia della gabbia e il cambio della sabbia da bagno ed eventualmente anche la marca.
- l’esercizio fisico deve essere più prolungato rispetto ad un cincillà normale per aiutarlo a sfogare lo stress; fornire anche giocattoli su cui arrampicarsi.
- devono essere sempre a disposizione giocattolini sicuri da rosicchiare (legnetti per roditore, ecc).
- è’ necessaria una integrazione di Vit. B per combattere lo stress, la fatica e per fortificare il sistema nervoso. Meglio ancora se accompagnata da una componente di estratto di malto per eliminare i tricobezoari. Per eliminare il pelo nell’intestino puo’ essere utile anche mettere a disposizione papaia secca e ananas secca
- evitare musica e rumori forti e improvvisi, odori penetranti e di fumare in presenza del cincillà
- come coadiuvante della terapia possono essere usate alcune gocce di valeriana diluite in acqua o altri rimedi come i Fiori di Bach o altre soluzioni omeopatiche come il Gelsemiun Sempervirens 9Ch (4 globuli discolti in acqua e somministrati con una siringa senza ago p/os, due volte al dì per 6 mesi o più, a seconda del grado di fur chewing).
- analizzare il pellet per verificare se è carente in vitamine, minerali o proteine: in tal caso, cambiarlo.
- altresì deve essere verificata l’umidità dell’ambiente poiché un cincillà che vive in un ambiente con tasso di umidità superiore al 50% tende a mangiarsi il pelo, così come se fa molto caldo. E’ una pessima abitudine riscontrata anche nei cincillà silvestri.
- la somministrazione di tiglio e camomilla sotto forma di prodotto erboristico aiuterà l’animale a rilassarsi
In aggiunta a cio’ puo’ risultare utile un collare elisabettiano che si puo’ fabbricare artigianalmente in casa con cartone. E’ però una condizione che tende a stressare molto il cincillà, per cui rivolgersi al Veterinario ai primi sintomi di auto consumo del pelo.



