*Si ringrazia il Dottor Grau per l’articolo originale in Lingua Spagnola*

Erbe tossiche

Il cincillà domestico ha perso in gran parte la sua capacità istintiva di selezionare il suo pasto e quindi anche rametti secchi dall’aspetto inoffensivo possono provocare seri danni.

Di fatti, gli studi realizzati ne “La Reserva Las Chinchillas” vicino Illapel, nella IV°. Regione del Chile, hanno dimostrato che nell’habitat naturale esistono numerose specie vegetali molto tossiche.
Di 38 specie vegetali inventariate durante tutto l’anno, il cincillà ne consuma solo 15. Questo studio, realizzato dalla Dott.ssa M. Teresa Serra Vilalta della Facoltà di Scienze Forestali dell’Universidad de Chile, è stato condotto alla base di esami chimici e microscopici delle feci raccolte. [n.b - confrontare con quanto scritto in "Alimentazione del cincillà in natura"- ]

Nel numero 60.007 della rivista “Cacachi” dell’ Argentina appaiono varie specie di erbe tossiche che è importante che allevatore e proprietario conoscano. Tra queste Baccharis linearis, Bacchasis sp. che ha un principio tossico molto attivo e che cresce anche nella “Reserva Las Chinchillas” e che ancora non si sa se si consumi nello stato silvestre.

I sintomi di intossicazione da erbe tossiche dipendono dal principio attivo; alcune sono neurotossiche e producono convulsioni, altre agiscono come lassativi, ecc.

Generalmente le intossicazioni di questo genere avvengono in forma epidemica, in tal caso va subito individuato l’alimento causa.

Come trattamento generale conviene somministrare stimolanti cardiaci e collocare gli animali in gabbie spaziose, eliminare il bagnetto di sabbia e farle visitare 2 volte al giorno.

Intossicazioni da micotossine

Esiste un alto numero di specie di funghi che possono parassitare le sostanze organiche di cui si alimentano. Per un corretto sviluppo e crescita hanno bisogno di una serie di fattori ambientali come la temperatura, l’umidità, luce per poi arrivare alla formazione di spore.

Ci interessa la contaminazione dei funghi verso il fieno, alimenti concentrati e 108 tipi di semi.

Quando il fieno non è bene essiccato oppure è conservato in un luogo umido, lo sviluppo di funghi non si lascerà attendere. La stessa cosa avviene nei sacchi di pellet conservati in stanze umide e buie. La tossicità varia da un fungo all’altro. Alcuni rilasciano tossine mortali come l’aflatossina che è stata e continua ad essere la responsabile di molte morti

*Sintomi (quadro cronico):

All’inizio gli animali più colpiti sono i giovani e le femmine gravide.
Negli animali colpiti si riscontra una progressiva anoressia, salivazione, ec e dopo alcune settimane o mesi l’animale muore se non si prendono le misure necessarie.

*Sintomi (quadro acuto):

A volte la tossicità della tossina è tale che in 24-48 ore muoiono tutti gli animali che l’hanno ingerita.
Un caso nella Fattoria Sperimentale Dañemanque, quando ci si è accorti della tossicità del pellet era già tardi, sono morti 50 cincillà in una settimana.

*Esame post mortem.:

Sono descritti danni epatici di tipo necrotico e simili alle epatiti. Generalmente lo stomaco è molto dilatato, pieno di gas e dal contenuto acquoso colore crema-verdastro.Nel caso degli animali esaminati con necroscopia, l’esame chimico ha rilevato alte presenze di aflatossine e altre; il pellet aveva più di 3 mesi di fabbricazione.

*Trattamento:

La prima cosa è eliminare il cibo contaminato.
Ricordiamo che i cincillà possono vivere svariati mesi mangiando solamente erba medica di ottima qualità, idem per il pellet.

In realtà, a parte dare cardiostimolanti, non è possibile fare molto.

Intossicazioni da microalghe nell’acqua

Nei casi cronici si raccomanda di somministrare iposolfito di sodio (Kennedy).

Oggigiorno è nota la capacità di alcune specie di alghe di produrre tossine, basti pensare alle cosiddette “maree rosse” che flagellano tutte le coste del mondo.
Qualcosa di simile accade quando i beverini dei cincillà non si puliscono accuratamente e con frequenza. Generalmente le alghe sono di colore verde ma appena iniziano a virare verso il rosso deve scattare il campanello d’allarme verso la produzione di tossine.

*Sintomi:

sono generalmente di tipo nervoso, tremori, fino alla morte.

*Trattamento:

Se si arriva in tempo si somministrano cardiostimolanti e successivamente si pulisce e revisiona l’intero sistema di emissione di acqua.