*Si ringrazia Maria Eugenia Martin D. per l’articolo originale in Lingua Spagnola*
Patologie a carico delle ghiandole mammarie nei cincillà compaiono soprattutto al momento del parto o durante la lattazione, ma possono insorgere anche in altre occasioni, tra cui:
- Agalassia: mancanza di latte. La produzione inadeguata o semplicemente l’assenza di latte avviene sempre nel post-partum, quasi sempre nelle primipare. Dipende da una vasta gamma di fattori come la alimentazione, la mancanza di vitamine, età, fattori genetici, infezioni, disturbi alimentari (es. anoressia), ecc. E’ necessario porre attenzione a qualsiasi perdita di peso nei cuccioli oppure in casi di cuccioli che passano molto tempo attaccati alle mammelle. I piccoli possono infatti debilitarsi sino a morire se non si mettono a contatto di una balia o non li si alimenta artificialmente. In tutti i casi è necessaria una visita veterinaria per verificare che non ci siano lesioni ai capezzoli o infezioni in atto e, se lo si ritiene opportuno, stimolare la discesa del latte con trattamento farmacologico.
- Mastiti o infezioni delle mammelle: le ghiandole mammarie delle femmine in lattazione devono essere osservate con regolarità per vedere se ci sono lesioni causate dai denti dei cuccioli. Nel caso in cui si notino infiammazioni (la mammella si presenta gonfia), arrossamenti, graffi, tagli, latte grumoso o presenza di sangue è necessaria una visita per stabilire se si tratti di una semplice irritazione (risolvibile con impacchi), lesioni superficiali che necessitano di antibiotici ad uso topico oppure un trauma esteso al tessuto che si manifesta con infiammazione e successivamente con infezione.
Un altro modo per scoprire la mastite è osservare se la femmina rifiuta i cuccioli e li allontana poiché sente dolore all’atto della suzione del latte.
- Tumori: sebbene non siano molto frequenti nei cincillà, sono stati riscontrati dei casi. Nel caso delle ghiandole mammarie è un caso raro ma più frequente nelle femmine che non hanno mai partorito.
La prognosi non è favorevole poichè si tratta in genere di tumori maligni, inoperabili o trattabili con terapie che diminuirebbero la qualità di vita dell’animale.

